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Roberto Rossellini is one of the masters of Italian cinema, one of those who have crossed, with his films, national borders, writing the history of the Tenth Muse on a global scale. Today marks the 115th anniversary of the birth of the great director, screenwriter and film producer, which happened in Rome on May 8th, 1906. Rossellini will die, also in the Capital, on June 3rd, 1977.

Rome, Open City movie poster

We all remember him as author of masterpieces such as ‘Roma Città Aperta‘ (‘Rome, Open City‘, 1945, Palme d’Or at Cannes and Nastro d’Argento), ‘Paisà‘ (‘Paisan‘, 1946, double Nastro d’Argento for direction and music), Giovanna d’Arco al rogo‘ (‘Joan of Arc at the Stake‘, 1954) or ‘Il generale Della Rovere‘ (‘General Della Rovere‘, 1959, Golden Lion in Venice).

Someone could also remember him for his love story, scandalous at that time, because both were married to other people, who bonded him with Ingrid Bergman.

Rossellini and Bergman

Some others may be informed on his beginning in full length-films, tied to the so-called ‘fascist war trilogy’, composed of works such as ‘La nave bianca‘ (‘The White Ship‘, 1941), ‘Un pilota ritorna‘ (‘A Pilot Returns‘, 1942, national cinematographic award for best war film) and ‘L’uomo dalla croce‘ (‘The Man with a Cross‘, 1943).

We, today, would instead like to start from even farther, from his true beginnings, namely his short films, realised for Istituto Luce.

The first two are ‘Daphne‘ from 1936, and ‘Prélude à l’après-midi d’un faune‘ from 1937. Their author is a Rossellini who was in his twenties or just over: these are two amateur films that he needed to experiment with camera in observing and reproducing the natural events. We could say that these films represent and embryonal phase, more formative than strictly creative, of his path, a phase that was integrated right away in 1938 by the participation to the screenwriting of the well-known full length-film by Goffredo Alessandrini, ‘Luciano Serra Pilota‘ (‘Luciano Serra, Pilot‘), a film that even had the supervision of the Duce.

General Della Rovere movie poster

Then, follows an authentic poker of short films: ‘Fantasia sottomarina‘ (1939), available on YouTube, then ‘Il tacchino prepotente‘ (1939), ‘La vispa Teresa‘ (1939) and ‘Il ruscello di Ripasottile‘ (1941). Beyond the artistic value of each of them, not particularly interesting, their importance is well described by Gianni Rondolino in his essay ‘Roberto Rossellini‘ (L’Unità/Il Castoro, 1995) when, at page 43, he writes: “The experience of ‘Luciano Serra pilota‘, as later did the one (apparently minor and negligible of short films on animals and nature), […] permitted him to use cinema […] as an instrument of observation and knowledge, for a greater adherence to human and natural reality. The direct contact with events, environments, living beings, merely mediated by a technical means like the camera (that, even if modifying his relationship with the ‘others’, highlighted the less obvious aspects, even hidden or unknown), was a way to overcome individualism without coming to terms with ‘sociality’, nor getting involved in the politicization of reality”.

The ‘Dizionario Universale del Cinema‘, curated by Fernaldo di Gianmatteo (Editori Riuniti, 1985), also highlights at page 1159 of the second volume, how it is about “simple observations and naturalistic reproductions in which the study on the world, on the linguistic approach through which relate to the object, appear predominant on the final product”.

So, nothing more than a little big gym, whose relevance, however, will reveal itself in the highest moments of Roberto Rossellini’s filmography, one of the greatest in Western cinema.

Roberto Rossellini
— ITALIAN —

Roberto Rossellini è uno dei maestri del cinema italiano, uno di quelli che ha varcato, con i suoi film, i confini nazionali, scrivendo la storia della decima musa a livello planetario. Oggi ricorre il 115° anniversario della nascita del grande regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, che avviene a Roma l’8 maggio del 1906. Rossellini morirà sempre nella Capitale il 3 giugno del 1977.

Roma Città Aperta

Tutti noi lo ricordiamo come autore di capolavori quali ‘Roma Città Aperta‘ (1945, Palma d’Oro a Cannes e Nastro d’Argento), ‘Paisà‘ (1946, doppio Nastro d’Argento per la regia e la musica), ‘Giovanna d’Arco al rogo‘ (1954) o ‘Il generale Della Rovere‘ (1959, Leone d’Oro a Venezia).

Qualcuno lo rammenterà anche per la storia d’amore, all’epoca scandalosa in quanto entrambi erano sposati con altre persone, che lo unì a Ingrid Bergman.

Locandina de Il Generale Della Rovere

Altri ancora saranno informati sui suoi esordi nel lungometraggio, legati alla cosiddetta ‘trilogia della guerra fascista’, composta da opere quali ‘La nave bianca‘ (1941), ‘Un pilota ritorna‘ (1942, Premio nazionale della cinematografia come miglior film bellico) e ‘L’uomo dalla croce‘ (1943).

Noi oggi vogliamo invece ripartire ancora più da lontano, dai suoi inizi veri, ovvero dai suoi cortometraggi realizzati per conto dell’Istituto Luce.

I primi due sono ‘Daphne‘, del 1936, e ‘Prélude à l’après-midi d’un faune‘, del 1937. Ne è autore un Rossellini ventenne o poco più: sono due film amatoriali che gli servono principalmente a sperimentare la telecamera nell’osservazione e nella riproduzione degli eventi della natura. Diciamo che rappresentano una fase embrionale, più formativa che strettamente creativa, del suo percorso, subito integrata, nel 1938, dalla partecipazione alla sceneggiatura del famosissimo lungometraggio di Goffredo Alessandrini ‘Luciano Serra Pilota‘, film che ha la supervisione addirittura del Duce.

Locandina di Paisà

Segue quindi un autentico poker di cortometraggi: ‘Fantasia sottomarina‘ (1939), disponibile su YouTube, e poi ‘Il tacchino prepotente‘ (1939), ‘La vispa Teresa‘ (1939) e ‘Il ruscello di Ripasottile‘ (1941). Al di là del valore artistico di ognuno di essi, non particolarmente interessante, ne viene ben descritta l’importanza da Gianni Rondolino, nel suo saggio ‘Roberto Rossellini‘ (L’Unità/Il Castoro, 1995), quando, a pagina 43, scrive: “L’esperienza di ‘Luciano Serra pilota, come più tardi quella (apparentemente minore e trascurabile dei cortometraggi sugli animali e sulla natura) […] gli permisero di utilizzare il cinema […] come strumento di osservazione e di conoscenza, per una maggiore adesione alla realtà umana e naturale. Il contatto diretto con i fatti, gli ambienti, gli esseri viventi, mediato soltanto da un mezzo tecnico come la cinecamera (che, seppur modificava il rapporto personale con gli ‘altri’, ne metteva in luce gli aspetti meno appariscenti, persino nascosti o sconosciuti), era un modo per superare l’individualismo senza scendere a patti con la ‘socialità’, senza invischiarsi nella politicizzazione del reale”.

Anche il ‘Dizionario Universale del Cinema‘, a cura di Fernaldo Di Giammatteo’ (Editori Riuniti, 1985), sottolinea, a pagina 1159 del secondo volume, come si tratti di “semplici osservazioni e riproduzioni naturalistiche in cui lo studio sul mondo, sull’approccio linguistico mediante il quale porsi rispetto all’oggetto, appare preponderante sul prodotto finale”.

Insomma, niente più che una piccola grande palestra, la cui rilevanza, tuttavia, si paleserà nei momenti più alti della filmografia di Roberto Rossellini, una delle maggiori del cinema occidentale.

Roma Città Aperta