— ITALIAN VERSION BELOW —

François Truffaut (on the 90th of his birth)

“I was born in Paris, February 6th, 1932. I was a terrible student who was the despair of his parents. I failed my fifth grade exams and, in higher education courses, my favorite occupation was playing hooky (…). There was a war… ”, tells François Truffaut himself, and then the escape from the colony, the reformatory, the desertion until, in short, he is somehow helped by the intervention of the great French cinema critic André Bazin: he gives him a job, gives him affection, and introduces him to his new magazine, the mythic ‘Cahiers du cinema‘.

La nuit américaine, Italian poster (Effetto Notte)

So, François Truffaut – of whom today recurs the ninetieth of birth – starts his extraordinary journey in the world of cinema: as a scholar, sure, but above all as one of the greates directors not only from French school. His masterworks – which we quote by heart in random order – Les quatre-cents coups, Jules et Jim, Fahreneit 451, L’histoire d’Adèle H, La femme d’à côté, La nuit américaine. His is also the unforgettable Alfred Hitchcock interview, published in the book Le cinéma selon Alfred Hitchcock (or Hitchcock/Truffaut). We remember him in the role of interpreted, at the side of Richard Dreyfuss, in Steven Spielberg’s masterpiece Close Encounters of the Third Kind.

La nuit américaine

In other words, a great artist. A master who forges his class and his narrator quality with short films, to which he dedicates himself with several approaches.

The first one is Une Visite, 1955, written and directed by him, with Francis Cognany, Florence Doniol-Valcroze, Laura Mauri, Jean-José Richer: a sort of prelude to Jules et Jim‘s ménage à trois. Among other things, here we can find the cigarette/steam locomotive trick that later will be seen exactly in the full-length film with Jeanne Moreau. Truffaut will then repudiate this film.

Une visite

In 1956 he takes part as interpreter, uncredited, to the 28 minutes long short film Le coup du berger, directed by Jacques Rivette and written by Rivette himself with Claude Chabrol and Charles L. Bitsch, based on a story by Roald Dahl. Truffaut plays one of the party guests. With him, other directors: Jean-Luc Godard, Chabrol and Robert Lachenay. The main actors are Virginie Vitry, Anne Doat, Jacques Doniol-Valcroze and Jean-Claude Brialy.

The next year he writes and directs the short film Les Mistons, based on a short novel by Maurice Pons, with Gérard Blain and Bernadette Lafont. The story is centered on five guys, all in love with a beautiful woman, who spend the whole summer molesting her and her boyfriend.

Truffaut in Close Encounters of the Third Kind

In the same 1958, Truffaut produces the short film Anna la bonne by Claude Jutra, an experimental film based on a poem by the French writer and director Jean Cocteau, with Marianne Oswald and Dorian Leigh Parker.

1961 is the year of the short Une histoire d’eau, by him written and directed with Jean-Luc Godard, with Jean-Claude Brialy, Caroline Dime and Godard himself. It is the return of the theme of a young woman travelling to Paris, this time by bus, with tones divided between horror and love. But it is also the year in which Truffaut produces the 24 minutes long short film Le scarabée d’or, written and directed by Robert Lachernay, based on the homonymous story by Edgar Allan Poe from 1843, with Didier Pontet, Odile Geoffroy and Karim Seck.

Les Mistons

From 1964 date back the 32 minutes of Antoine et Colette: this is not a proper short film, but is the episode written and directed by Truffaut in the film L’Amour à vingt ans. Other chapters’ directors are Shintarō Ishihara, Marcel Ophüls, Renzo Rossellini and Andrzej Wajda. The main character is his favorite actor: Jean-Pierre Léaud, in the shoes of the truffautian character Antoine Doinel.

Antonie et Colette

The last short film directed by the Parisian director is Los 4 Golpes, from 1962, written by Jorge de’ Angeli. Truffaut acts also in the role of the assassin, alongside with Gloria Algorta, Marie Laforêt and Christiane Rochefort: it is a silent 3 minutes sketch shot in 16 mm during the Festival of Mar del Plata.

Today are ninety years from the birth of a fantastic director, he who better than anyone else was able, in our opinion, to tell with cinema the thousands and more shades of love.

Les 4 Golpes
François Truffaut
— VERSIONE IN LINGUA ORIGINALE: ITALIANO —

François Truffaut (nel 90° della nascita)

“Sono nato a Parigi il 6 febbraio 1932. Ero un allievo terribile che costituiva la disperazione dei suoi genitori. Sono stato bocciato agli esami di quinta elementare e, nei corsi superiori, la mia occupazione preferita era quella di marinare la scuola (…). C’era la guerra…”, racconta lo stesso François Truffaut, e poi la fuga dalla colonia, il riformatorio, la diserzione, finché, per farla breve, l’intervento del grande critico cinematografico francese André Bazin in qualche modo lo aiuta: gli trova un lavoro, gli dà affetto e lo introduce alla sua nuova rivista, i mitici ‘Cahiers du cinema‘.

E così François Truffaut – di cui oggi ricorre il novantesimo anniversario della nascita – parte per la sua straordinaria avventura nel mondo del cinema: da studioso, sì, ma soprattutto come uno dei più grandi registi non solo della scuola francese. Suoi capolavori quali – citiamo a memoria e in ordine sparso – I 400 colpi, Jules et Jim, Fahrenheit 451, Adele H, La signora della porta accanto, Effetto notte. Sua anche l’indimenticabile intervista ad Alfred Hitchcock, pubblicata nel libro Il cinema secondo Hitchcock. Lo ricordiamo anche nella veste di interprete, al fianco di Richard Dreyfuss, nel capolavoro di Steven Spielberg Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Truffaut in Incontri ravvicinati del terzo tipo

Insomma, un grandissimo. Un maestro che forgia la sua classe e la sua qualità di narratore con i cortometraggi, ai quali si dedica con vari approcci.

Il primo è Una visita (Une Visite), del 1955, da lui scritto e diretto, con Francis Cognany, Florence Doniol-Valcroze, Laura Mauri, Jean-José Richer: una sorta di preludio al ménage à trois di Jules et Jim. Tra l’altro, vi si trova il trucco della sigaretta/locomotiva a vapore che si vedrà in seguito proprio nel lungometraggio con Jeanne Moreau. Truffaut rinnegherà poi questo film.

Une histoire d’eau

Nel 1956, partecipa come interprete, non accreditato, al corto di 28 minuti Le coup du berger, diretto da Jacques Rivette e scritto dallo stesso Rivette insieme a Claude Chabrol e Charles L. Bitsch, tratto da una storia di Roald Dahl. Truffaut impersona uno degli invitati alla festa. Con lui altri registi: Jean-Luc Godard, Chabrol e Robert Lachenay. Gli interpreti principali sono Virginie Vitry, Anne Doat, Jacques Doniol-Valcroze e Jean-Claude Brialy.

Il cinema secondo Hitchcock

L’anno dopo scrive e dirige il corto L’età difficile (Les Mistons), da un racconto breve di Maurice Pons, con Gérard Blain e Bernadette Lafont. Al centro della vicenda, cinque ragazzi, tutti innamorati di una donna bellissima, che passano l’intera estate molestando lei e il suo ragazzo.

Nel 1958, Truffaut – insieme a Jacques Doniol-Valcroze (che ne è anche regista) e a Michel Fermaud – figura fra gli sceneggiatori del corto Les surmenés. È la storia di una bella ragazza, la quale, avendo vinto un concorso per un posto di dattilografia, prende il treno per Parigi per andare al lavoro e nel viaggio incontra due uomini. La ragazza è interpretata da Yane Barry, i due uomini da Jean-Claude Brialy e Jean-Pierre Cassel.

In quello stesso 1958, Truffaut produce il corto Anna la bonne, di Claude Jutra, un film sperimentale basato su una poesia dello scrittore e regista francese Jean Cocteau, con Marianne Oswald e Dorian Leigh Parker.

L’età difficile

Il 1961 è l’anno del corto Une histoire d’eau, da lui scritto e diretto insieme a Jean-Luc Godard, con Jean-Claude Brialy, Caroline Dim e lo stesso Godard. Torna il tema del viaggio di una giovane donna verso Parigi, stavolta in autobus, con toni fra l’incubo e l’amore. Ma è anche l’anno in cui Truffaut produce il corto di 24 minuti Le scarabée d’or, diretto e scritto da Robert Lachenay, basato sull’omonimo racconto di Edgar Allan Poe del 1843, con Didier Pontet, Odile Geoffroy e Karim Seck.

Antoine e Colette

Al 1962 risalgono i 32 minuti di Antoine e Colette: non è un corto vero e proprio, ma l’episodio da Truffaut scritto e diretto del film L’amore a vent’anni (L’amour à vingt ans). I registi degli altri capitoli del film sono Shintarō Ishihara, Marcel Ophüls, Renzo Rossellini e Andrzej Wajda. Protagonista è il suo interprete preferito: Jean-Pierre Léaud, nei panni del suo personaggio truffautiano Antoine Doinel.

L’ultimo corto diretto dal regista parigino è Los 4 Golpes, del 1962, scritto da Jorge de’ Angeli. Truffaut vi interpreta anche il ruolo dell’assassino, al fianco di Gloria Algorta, Marie Laforêt e Christiane Rochefort: è uno sketch silenzioso di tre minuti girato in 16mm durante il Festival di Mar del Plata.

Une histoire d’eau

Novant’anni oggi dalla nascita di un regista fantastico, colui che meglio di chiunque altro ha saputo, secondo noi, raccontare al cinema le mille e più sfumature dell’amore.

François Truffaut